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Toponimo
Stemma
Monumenti e luoghi di interesse
Chiese e conventi
Palazzi e ville
Fortificazioni
Fontane e monumenti
Resti archeologici
Musei
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Eventi
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Infopoint

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Panorama di Marino

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Fontana dei 4 Mori

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Palazzo Colonna - Torrione

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Marino nel Catasto Gregoriano

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Basilica di San Barnaba

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Corso Trieste

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Palazzo Colonna

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Torre Frangipane

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« Lo vedi, ecco Marino,
la Sagra c'è dell'Uva,
fontane che danno vino,
quant'abbondanza c'è! »
(Franco Silvestri, 'Na gita a li Castelli, 1926)

Marino (Marini in dialetto marinese) è una città italiana di 37.684 abitanti in provincia di Roma, nell'area dei Castelli Romani. Il suo territorio comunale copre 26.10 km2. Il motto è "Senatus Populusque Marinensis".

Marino è famosa per il suo omonimo vino D.O.C. e per la connessa Sagra dell'uva che annualmente vi si svolge. Il vino e l'uva di Marino sono ricordati e apprezzati fin dall'epoca romana, quando l'attuale Marino D.O.C. era conosciuto come Albanum. Nel 1536 l'Imperatore Carlo V, in visita a Roma, bevve e apprezzò il vino di Marino, come prima e dopo di lui avevano fatto e faranno molti altri nobili e plebei di ogni parte del mondo. Fin dal 1904 dunque nasce l'idea di sponsorizzare questo insigne prodotto delle campagne di Marino con le Feste Castromenie.

Toponimo

Numerosi studiosi si sono cimentati a capire da dove venga il nome Marino: e varie sono le ipotesi formulate nel corso dei secoli. Papa Pio II, durante la sua visita ai Castelli Romani nel 1462, disse di Marino:
« Marinum quod Marianum villae, Columnensium familiae oppidum. »
ossia, « Marino che è stata la villa dei Marii, castello della famiglia Colonna. »
(Pio II, Commentarii)

Anche nel 1536 una mappa dell'Agro Romano diceva di Marino "Marin già villa di Mario": era dunque opinione comune che Marino derivasse da una ipotetica villa di Caio Mario, collocata sulla prima balza del colle dell'abitato lungo la Via Castrimeniense. In seguito molti tra i principali studiosi dei dintorni di Roma hanno elaborato una loro ipotesi: dunque Marino potrebbe derivare da un feudatario di cui però non ci resterebbero documentazioni, a nome Marino; oppure potrebbere farsi risalire a Marianum, inteso come luogo consacrato al culto della Vergine Maria; oppure ancora potrebbe essere una storpiatura di Marana, cioè del torrente che scorre ai piedi del Centro Storico. Storicamente, la prima citazione del Castrum Mareni è del 1090, nelle Croniche Sublacensi; ma il passo potrebbe essere stato interpolato. La citazione successiva è del 1114, in un rogito notarile. Da lì in poi Marino verrà citata sempre più frequentemente, prima come Castrum o come Terra e poi, dal 1835[6], come Civitas. Una Massa Marenas, del valore di 40 sesterzi, è riportata anche tra i beni donati da Costantino il Grande alla Cattedrale di Albano Laziale: ma anche qui il documento potrebbe essere successivo all'epoca cui si riferisce.

Stemma

Lo stemma di Marino è stato approvato definitivamente solo nel 2006, al termine di una querelle durata quasi settant'anni che può essere chiamata "affare Comune di Marino". La descrizione dello stemma comunale, concesso con D.P.R. del 2 ottobre 2006 insieme al gonfalone, è la seguente:

«Di cielo, al cavaliere cavalcante il cavallo d'argento, allegro, con gli zoccoli di nero, con gli arti anteriori alzati, il cavaliere vestito con la corta tunica di rosso, il viso, il collo, il petto, le braccia, le gambe, i piedi di carnagione, capelluto d'oro, tenente con la mano sinistra l'asta di nero con il puntale d'oro, munita di gagliardetto bifido, di argento, il cavallo con gli arti posteriori attraversanti il terreno collinoso di tre rilievi, di verde, uscente dai fianchi e fondato in punta. Ornamenti esteriori da Città »

mentre quella relativa al gonfalone è:

«Drappo di bianco con la bordatura di azzurro, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della Città. Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro »

Monumenti e luoghi d'interesse

I principali monumenti della città di Marino sono la Basilica Collegiata di San Barnaba Apostolo (1640-1655), Palazzo Colonna (1532-1622), la Fontana dei Quattro Mori (1636), il Mitreo di Marino (II secolo).

Chiese e conventi

Basilica di San Barnaba Apostolo: Principale chiesa della città, venne eretta tra il 1640 e il 1656 su progetto di Antonio Del Grande.

Oratorio del Gonfalone: L'oratorio della Venerabile Arciconfraternita del Gonfalone venne costruito nel 1697, sul retro della basilica di San Barnaba, come sede definitiva della storica confraternita.

Ex-Chiesa di Santa Lucia: Fondata probabilmente nel 1102 su una cisterna romana, venne ricostruita in stile gotico da Giacoma de Settesoli attorno al 1210. E' l'unica testimonianza di arte gotica nei Castelli Romani. Ora ospita il Museo Civico.

Chiesa della SS. Trinità: La sua costruzione venne completata nel 1636. Contiene un miracoloso Crocifisso e un quadro attribuito a Guido Reni.

Chiesa e Convento del Santissimo Rosario: La chiesa del Santissimo Rosario, con annesso convento di clausura delle suore domenicane, confidenzialmente dette "'e moniche rinchiuse" dai marinesi, venne eretto nel 1678 per devozione di Antonia e Lorenzo Onofrio I Colonna, mentre la chiesina venne iniziata nel 1712, su disegno di Giuseppe Sardi.

Chiesa ed ex-Convento di Santa Maria delle Grazie: Originariamente sede della Confraternita del Gonfalone di Marino, poi passò ai PP. Agostiniani. Oggi l'ex-convento ospita l'Ostello della Gioventù.

Chiesa di Sant'Antonio da Padova: La chiesina di Sant'Antonio da Padova fu costruita all'inizio dell'Ottocento dal cardinal Antonio Pallotta nel vicoletto davanti all'edificio che ospitava le carceri, come luogo di raccoglimento per i condannati a morte prima del patibolo.

Santuario di Santa Maria dell'Acquasanta: La devozione per la vergine in quel luogo è antichissima, sicuramente anteriore al 1270, quando il santuario venne visitato da san Bonaventura da Bagnoregio.

Palazzi e ville

Bastione di Palazzo Colonna: La sua costruzione nell'aspetto attuale venne iniziata nel 1532 dal Sangallo e compiuta definitivamente nel 1622. Il 2 febbraio 1944 è stato distrutto dai bombardamenti alleati, e ricostruito uguale all'originale nel 1954.

Palazzo Bandinelli: Il palazzo sorge a Borgo Garibaldi, fuori dall'antica cerchia muraria. Voluto da Bartolomeo Bandinelli nel XV secolo, passò poi in proprietà della Confraternita di San Giovanni Decollato di cui il Bandinelli era membro.

Palazzo Castagna: Il palazzo, eretto dal Cardinal Giovan Battista Castagna, amico di Marcantonio Colonna, poi divenuto papa Urbano VII, attorno al 1580 è anche detto dai marinesi "u palazzu pentu" per via degli ormai cancellati fregi dipinti che ne adornavano la facciata su corso Trieste.

Palazzo Matteotti: Il palazzo, nato come sede del Municipio, è stato eretto tra il 1879 e il 1886 sotto la direzione dei lavori di Raffaele Ingami, ha ospitato il municipio dal 1886 al 1914 (anno in cui il municipio si trasferì nella più prestigiosa sede di Palazzo Colonna e dal 1946 al 1958 (durante la ricostruzione di Palazzo Colonna). Ha preso nome dalla antistante piazza, intitolata a Giacomo Matteotti.

Barco Colonna: Il Barco è situato sotto il centro storico, lungo il corso della Marana, e venne sistemato nel 1590 con un portale di accesso, oggi parzialmente interrato, statue di peperino e scenografiche fontane, oggi perdute.

Villa Colonna-Colizza: La villa Colonna di Canepino, tenuta estiva con veduta su Roma, divenne poi Villa Colizza dopo l'acquisizione della residenza da parte della famiglia Colizza, nell'Ottocento.

Giardini Colonna: I giardini erano una villa con ampio parco venne eretta della famiglia Colonna nell'area oggi occupata da via Costa Batocchi e via Massimo D'Azeglio. L'edificio originario era stato costruito solo sulla sinistra del viadotto della via pubblica per Roma, con il casino Colonna, oggi di proprietà privata[44], che conserva un soffitto affrescato seicentesco Dal 1584 si estese anche sul lato opposto della via e vennero realizzati i due portali d'accesso in peperino oggi chiamati "archi de 'u Paradiso". « Il casino Colonna situato all'ingresso di marino, a dodici miglia da Roma, è uno di quegli edifici che una modesta apparenza ha sottratto alla celebrità: non si conosce il nome dell'autore e si potrebbe paragonare questa costruzione ad un bambino abbandonato di cui il più rinomato architetto vorrebbe essere il padre. [...]Nella semplicità del suo impianto e nella bellezza degli elementi decorativi impiegati, si riconosce il genio dei tanti uomini celebri che l'Italia ci ha fornito a modello. » (Charles Percier e Pierre Fontaine, Choiux des plus celebres maisons de plaisance de Rome et de ses environs, Parigi 1809).

Villa Colonna-Desideri: La villa Colonna di Belpoggio, poi villa Desideri, era una vasta tenuta della famiglia Colonna in corrispondenza della moderna espansione urbana del centro di Marino. Dalla famiglia Desideri venne ceduta al comune, con solo parte del terreno, già lottizzato. Bombardata nel 1944, ospita attualmente la Biblioteca Comunale "Vittoria Colonna".

Villa della Sirena: La villa Colonna della Sirena a Frattocchie, fu fatta costruire alla metà del XVII secolo lungo il percorso della via Appia dal cardinal Girolamo Colonna, presso l'osteria delle Frattocchie. Prese il nome dalla statua di una sirena rinvenuta durante i lavori di edificazione e sistemata al di sopra del portale d'accesso. Fu spesso luogo di sosta per i pontefici che si recavano nella residenza papale di Castel Gandolfo. Presso la villa si installarono nel 1929 i Padri Trappisti, che costruirono nei pressi un convento con relativa chiesa. Famosa è la cioccolata da essi prodotta.

Villa Sara: Villa Sara già villa Capri, in origine di proprietà anch'essa dei Colonna è situata sul tracciato dell'odierna Strada Statale 217 Via dei Laghi e passata quindi alla famiglia Capri.

Fortificazioni

I vari feudatari succedutisi nel governo di Marino crearono col tempo una fitta rete di torri e fortificazioni nel territorio comunale. Principali forti erano quelli di Castelluccia, di Palaverta, di Sassone, di Maranum, e di Castel de Paolis. Altri torrioni rimangono isolati nella campagna, alcuni dei quali ricavati su antiche strutture romane: la Torre d'Ammonte, con il vicino fontanile (in uso fino ai primi del Novecento, sotto il centro storico), Tor Leonardo, Tor di Messer Paoli, Tor di Mezzavia di Marino.

Fontane e Monumenti

Fontana dei Quattro Mori: L'attuale aspetto della fontana, che è interamente realizzata in peperino locale, venne progettato e messo in opera nel 1636 da Pompeo Castiglia, a spese della Comunità, che pagò anche mal volentieri questa costruzione, nata per celebrare la vittoria di Marcantonio Colonna nella battaglia di Lepanto del 1571. la sua collocazione originale era nell'attuale Piazza Lepanto, sotto il fronte orientale di Palazzo Colonna; venne spostata da quel sito negli anni sessanta del XX secolo, per ragioni di traffico. Nel 1944 venne in parte distrutta dai bombardamenti alleati, ed è stata ricostruita da artisti marinesi nel dopoguerra.

Fontana del Tritone: Venne commissionata dal comune di Marino a Michele Tripisciano, lo scultore del Palazzo di Giustizia di Roma, nel 1889. È interamente realizzata in travertino, e sulle due fontanelle ai vertici dell'ovale della vasca è inciso lo stemma della città.

Resti archeologici

Oltre ad avanzi di ville e strutture romane sparsi un po' in tutto il territorio, tra cui spiccano i resti del circo di Bovillae alle Frattocchie, è stata radunata una raccolta di reperti archeologici che è esposta nell'Ex-Chiesa di Santa Lucia, o Tempio Gotico, adibita a Museo Civico intitolato ad Umberto Mastroianni.

Mitreo di Marino: Il santuario del culto del dio Mitra venne realizzato riutilizzando una più antica cisterna scavata nella roccia, di forma stretta e allungata. La decorazione venne dipinta sulle pareti: all'ingresso due piccoli riquadri raffigurano i geni mitraici portatori di fiaccola (Cautes e Cautopates), mentre sulla parete di fondo si trova il dipinto più importante, raffigurante il dio Mitra nell'atto di uccidere il toro cosmico, fiancheggiato sui due lati da due serie verticali di riquadri più piccoli (Giganti fulminati da Giove, Oceano, Nascita di Mitra, Mitra doma il toro, Mitra inizia il dio Sole al suo culto, Alleanza tra Mitra e il Sole, Mitra fa scaturire l'acqua da una roccia colpendola con una freccia). Le pitture sono state datate alla seconda metà del II secolo. In fondo è conservato un piccolo altare con iscrizione dello schiavo Crescente, gestore (actor) di Alfio Severo.

Bovillae: Al chilometro 21 della Via Appia, vi sono alcuni ruderi dell'antica città romana.

Musei

Museo Civico Umberto Mastroianni: Dedicato allo scultore che per molti anni ha risieduto a Marino, contiene opere archeologiche rinvenute nel territorio comunale, ed è collocato nella ex-Chiesa di Santa Lucia. (Vedi Museo Civico Umberto Mastroianni).

Museo della Vendemmia: Sito in Via Costa Caselle, in un'antica cantina caratterizzata dagli stipiti della porta smussati per farci entrare le botti. Raccoglie strumenti vinicoli e mezzi utilizzati per fare la vendemmia e lavorare l'uva.

Percorso delle grotte di Palazzo Colonna: Il percorso museale si articola in due sotto-percorsi.

Memorie di guerra: in queste grotte, tra il febbraio e il giugno 1944 si rifugiarono molti sfollati in cerca di salvezza dalle ripetute incursioni aeree. Vi sono esposti resti della loro presenza (scarpe vecchie, coperte) e pannelli espositivi che riportano le informazioni date dall'allora capo del CLN, poi sindaco, senatore e Servo di Dio, Zaccaria Negroni nel libro Marino sotto le bombe.

In vita vitis: percorso che riporta le grotte del Palazzo alla loro funzione originaria: vi sono esposti strumenti e mezzi utilizzati in tempo di vendemmia e pigiatura dell'uva.

Teatro

Marino vanta un'antica tradizione teatrale. Franco Negroni e Giovanni Lovrovich, nel libro "Lo vedi ecco Marino", tracciano una storia del teatro marinese: nato negli anni venti del XX secolo, sotto l'egida di Leone Ciprelli, è continuato prima nei locali del Cinema Colizza, poi nei locali dell'ex-chiesa della Coroncina, sotto la basilica di San Barnaba, riadattati ad Auditorium da Monsignor Guglielmo Grassi. Fino agli anni ottanta era lo stesso Franco Negroni a scrivere commedie e a guidare il teatro marinese, che anche dopo la sua morte ha continuato a fiorire.

Il teatro più prestigioso è proprio quello dell'ex-chiesa della Coroncina. Qui la Confraternita del SS. Rosario organizzava nel XIX secolo ricostruzioni di episodi evangelici con pupazzi in cera. La tradizione è continuata, ma con attori in carne ed ossa. Nel 2005 l'Abate Parroco Don Aldo Anfuso ha restaurato l'Auditorium intitolato a Monsignor Grassi, ed è in fase di restauro un secondo teatro adiacente, sempre negli spazi della Basilica, chiamato Sala "Vittoria Colonna" o più familiarmente cinema d'i preti. La Pro-Loco è dotata di un teatro, chiamato "Delle Ore", presso la sua sede al piano terra di Palazzo Colonna, la cui apertura è avvenuta nel 2004. Un altro teatro importante è quello della Parrocchia di San Girolamo a Frattocchie.

Fino agli anni '80 del XX secolo Marino era dotata di un cinema, il Cinema Colizza, che è stato chiuso lasciando la cittadina sprovvista di strutture ricreative del genere: cinema vicini sono a Grottaferrata, Frascati, Genzano di Roma e ovviamente Roma.

Eventi

Sagra dell’Uva: La festa è nata per festeggiare l'inizio della vendemmia, il ritorno vittorioso di Marcantonio Colonna dalla battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 e il ricordo della Madonna protettrice del nobile Colonna e di tutta la città. Si svolge durante il primo week-end del mese di ottobre e salvo piccole varianti, generalmente il programma della Sagra dell'Uva si mantiene invariato nella sostanza. In genere la festa inizia nel pomeriggio del venerdì, proseguendo nel sabato animata da mostra al Museo Civico Umberto Mastroianni, convegni e passaggi dei gruppi bandistici. Nel pomeriggio del sabato, una piccola avanguardia di figuranti in costume cinquecentesco annuncia dalla loggia di Palazzo Colonna la vittoria di Marcantonio Colonna nella Battaglia di Lepanto.

Ma è la domenica che si concentra il fulcro della festa, in tre momenti ben definiti:

  • Processione religiosa: dopo una solenne funzione nella Basilica di San Barnaba, generalmente presieduta dal Vescovo di Albano Laziale, si snoda per le vie del centro una processione durante la quale i membri della Confraternita del Santissimo Rosario portano a spalla la pesante statua della Vergine del Rosario: il giro si conclude in Piazza San Barnaba, con la Supplica alla Madonna di Pompei e l'offerta alla Vergine di prodotti tipici;
  • Corteo storico: nel primo pomeriggio, si rievoca l'ingresso di Marcantonio Colonna vincitore di Lepanto a Marino, avvenuto storicamente il 4 novembre 1571. Il corteo è diviso inizialmente in due tronconi: uno, con partenza in Villa Desideri, composto da Marcantonio (generalmente interpretato da un attore famoso), dai suoi ufficiali e soldati e dai prigionieri turchi; l'altro, con partenza da Palazzo Colonna composto invece dalla consorte di Marcantonio, Felice Orsini (anch'essa in genere famosa attrice) e dal lungo codazzo di nobili e autorità in costume, con in fondo il popolo. I due tronconi si ricongiungono in Piazza Matteotti, dopo aver percorso i due Corsi, e sfilano nel centro per poi rientrare in Palazzo Colonna;
  • Miracolo delle fontane che danno vino: Terminato il corteo, le cisterne delle principali fontane del centro vengono svuotate dell'acqua e riempite col vino (ecco il segreto del "miracolo"!) e parte la distribuzione di uva e vino, accompagnata dal passaggio di carretti a vino e carri allegorici.

Vetrina Castrimeniense delle Arti figurative: La prima edizione dell'iniziativa è stata inaugurata il 30 settembre 2007, nello scenario dell'ex-Convento dei PP. Agostiniani di Borgo Garibaldi. Si suddivide in due sezioni, "Eventi" e "Profili": la prima consiste nell'esibizione di numerosi pittori e scultori marinesi durante la realizzazione delle loro opere; la seconda invece si limita ad una esposizione di opere di artisti locali.

Mercatino dell'Artigianato e delle Curiosità: Organizzato in origine ogni terza domenica del mese, è divenuto col tempo quasi un appuntamento fisso della domenica marinese. Varie bancarelle vengono allestite su Corso Trieste e in Piazza San Barnaba.

Carnevale Marinese: La prima organizzazione di un piano di festeggiamenti per il Carnevale da parte dell'Amministrazione Comunale c'è stata nel 1987, e da allora il Carnevale Marinese è un evento che coinvolge varie associazioni oltre alle scuole elementari del territorio comunale. Il Carnevale Marinese eredita in parte l'antica tradizione de U Carnevalone, il Carnevale dei repubblicani anticlericali di inizio Novecento: u Carnevalone infatti si teneva il giorno del Mercoledì delle Ceneri, e prevedeva grandi festeggiamenti profani che richiamavano folla da tutti i Castelli Romani, proprio in concomitanza del momento più austero per i cattolici, che iniziavano la sobria Quaresima. La festività, dalla sua invenzione nell'ultimo trentennio dell'Ottocento, andò avanti fino al 1922, anno in cui venne soppressa dalle autorità fasciste.

“Giochi d'acqua e di verde” - XI edizione: apertura straordinaria delle Ville Tuscolane e dei palazzi nobiliari nelle Colline Romane - 17-25 MAGGIO 2008;
scarica il programma in formato ".PDF".

Estate Marinese: Raccoglie una serie di eventi che animano i mesi di luglio ed agosto, sparsi un pò per tutto il territorio comunale.

Bovillestate: Rassegna nata nel 1994 in concomitanza con l'effimera indipendenza di "Boville", raccoglie una serie di eventi che hanno come centro il Parco della Pace di Cava dei Selci, e la frazione di Santa Maria delle Mole.

Natale Marinese: Il Natale Marinese inizia de facto l'8 dicembre, giorno dell'Immacolata Concezione, e si conclude il 6 gennaio, con l'Epifania. Include una serie di eventi importanti: dalla festa compatronale di Santa Lucia (13 dicembre), ai festeggiamenti natalizi e di Capodanno, al Presepe Vivente di Cave di Peperino, alla festa dell'Epifania.

Gemellaggi

  • Anderlecht - Belgio
  • Boulogne-Billancourt - Francia (dal 1968)
  • Distretto Neukölln di Berlino - Germania (dal 1980)
  • Assisi - Italia
  • Ischia - Italia
  • Nafpaktos - Grecia
  • Paterna - Spagna
  • Irving - Texas, Stati Uniti d'America

InfoPoint

Punto di informazioni turistiche della città di Marino presso Associazione culturale Kinà: C.so Trieste 49/A 00047 Marino Tel. 0693667719

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